Dimetildicarbonato * E242 è un composto liquido e incolore. Il suo odore di frutta e di estere a basse concentrazioni. Mentre ad alte concentrazioni è leggermente pungente.

  • si tratta di una fase di decomposizione che può liberare una quantità di metanolo o alcol metilico.

    L’azione è per sintesi con una soluzione a base di ossido di carbonio e idrogeno, ed è usato per la produzione di alcol e come un solvente per combustibile.

Nell’industria è usato in qualità di conservante alimentare. In enologia è un stabilizzante microbiologico antisettico per la fase finale di produzione del vino.

  • l’azione è nei confronti delle proteine proprio in quelle dotate di un gruppo imidazolico.

Il dimetilbicarbonato è usato per la conservazione dei prodotti. Gli alimenti che contengono questo additivo, sono:

  • è un antimicrobico usato per contrastare la formazione di batteri – i lieviti – le muffe;

Dimetildicarbonato
  • le bevande analcoliche – le bevande alcoliche – il – il vino – le tisane.

Il dimetildicarbonato è un conservante chimico

Nella chimica industriale è usato in qualità di solvente per coloranti, i collanti, i poliesteri e gli svernicianti.

Il metanolo è un rischio per la salute subito dopo averlo ingerito. In poche ore è assorbito nel tratto gastrointestinale. Gli effetti che si hanno non sono positivi per il sistema respiratorio, la cute e il diffondersi in tutto il corpo.

  • è considerato sia idrofilo che lipofilo come l’etanolo.

La sostanza che a tratti è assorbita dal cuore, la milza, il fegato, i polmoni, il cervello, i muscoli e i reni. Ma è in grado di favorire l’intossicazione cronica se è accumulata nel nervo ottico causa gravi problemi alla vista.

Si consiglia di controllare l’etichetta del prodotto. Per avere la consapevolezza di limitare l’assunzione in modo tale da ridurre i rischi per la nostra salute.

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.