Nell’antichità c’erano tracce sull’utilizzo di frutta secca a guscio. Le mandorle venivano consumate dai Greci e dai Romani, i pistacchi invece dai Fenici. Ma la scoperta più importante, era la presenza di frutta nelle tombe puniche. Alla luce, fu scoperto i resti di mandorle, noci e nocciole.

A quell’epoca esisteva soltanto un tipo di alimentazione che suddivisa per categorie di frutta come le noci, le mandorle e le nocciole. L’impiegavano i nostri avi come fonte di riserva alimentare nei periodi di carestia.

Di solito la macinazione avveniva insieme alle ghiande per poi utilizzarle come surrogato dei cereali, per l’alto contenuto di amidi.

Nel Medioevo la farina di castagne, si miscelava insieme al grano o il granoturco, per la panificazione più povera e nei periodi di crisi alimentari.

Oggi la frutta secca è disponibile a “guscio” e “disidratata“. In cucina, è usata molto per le preparazioni salate e i dolci per la pasticceria.

Frutta Secca
  • gli alimenti essendo poveri di sostanze nutritive hanno avuto un ruolo di rilievo. Oggi, si ha la capacità di influenzare le abitudini di acquisto a vantaggio di un’alimentazione più moderna.

Frutta essiccata Albicocche

L’offerta sul mercato negli ultimi tempi, ha messo al centro delle attività commerciali focalizzando la vendita di frutta secca. Si tratta di un prodotto che è disponibile in molti settori merceologici e si acquista quasi ovunque, anche nei distributori automatici.

La dieta sta spopolando per fare spazio a tendenze di un mondo che sta diventando sempre più social o global. Per influenzare noi a fare qualcosa e soprattutto a seguire uno stile di vita che abbia lo stesso principio.

Senza stupore, diremmo! Il desiderio maggiore è credere di mangiare qualcosa di sano che possa farci sentire davvero felici. Ci fa sentire meglio, è in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario e aiuta a prevenire alcune malattie. E per lo più, è anche buona!

La frutta secca è ricca di fibre e benessere

La frutta secca è ricca di fibre e fa bene al nostro intestino e aiuta a mantenerlo in forma. In commercio però esistono una varietà di frutta secca.

I frutti più comuni sono: i pistacchi, le noci, le mandorle, le nocciole, gli arachidi e gli anacardi. Garantiscono al nostro organismo moltissimi valori nutritivi, favoriti anche dalla forte disponibilità di vitamine, i sali minerali, i carboidrati, le fibre e i grassi essenziali.

  • le vitamine e i sali minerali e i semi oleosi sono antiossidanti. Negli alimenti forniscono scorte di acidi grassi essenziali e rallentano l’invecchiamento cellulare.

  • gli acidi omega 3 e omega 6 e le vitamine B ed E migliorano le difese del nostro organismo per poi contrastare l’aterosclerosi. Sono in grado di aumentare i valori di colesterolo HDL, è quello “buono”. Ma consente anche di diminuire LDL, è il colesterolo “cattivo”.

Fare una piccola distinzione per due tipologie di frutta:

  • a guscio o oleosa, è composta da frutti che non si aprono a maturazione.

  • essiccata o disidratata, si estrae una parte di acqua contenuta nella frutta.

La frutta secca è molto calorica per la quantità di grassi che sono circa il 50%65%. Si consiglia di consumare una piccola quantità (ha un indice elevato di calorie per grammi di frutta) per consumo giornaliero.

I lipidi subiscono un processo di ossidazione che con il passare del tempo assorbe molta umidità presente nell’ambiente circostante. La frutta secca si irrancidisce facilmente e quindi, bisogna conservarla in un luogo fresco e ben asciutto. Ad esempio, un barattolo chiuso ermeticamente servirà a prolungare il periodo di conservazione fino ad un anno.

La frutta a guscio è conosciuta con il termine generico di “noce”. Il significato di questa parola è un’espressione strettamente botanica.

La parola è usata per indicare i frutti secchi sono indeiscenti. Dare anche un significato del termine: non si aprono, ma si conservano all’interno dei semi fino a completa maturazione.

Durante le attività di lavorazione, al termine della macinazione. La frutta è ridotta in polvere per essere aggiunta all’impasto. Il dolce sarà più friabile e più gustoso.